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martedì 7 settembre 2010

TORINO è piena di BRUTTE FACCE: cosi' pensa la base LEGHISTA......

politica
06/09/2010 - REPORTAGE

Ma la base leghista non ci sta:
Torino è piena di brutte facce

Il ministro Roberto Maroni

Il ministro Roberto Maroni

Il popolo della Lega a raccolta
per l'arrivo di Maroni

RAPHAËL ZANOTTI
TORINO

Mah, qui vicino a Lui certo che ci sentiamo protetti. È Lui, col suo spadone, che manda a casa tutti i "moru" e i criminali. È Lui che ci protegge da lassù. Lui e il ministro». Lui è Alberto da Giussano, la statua alta tre metri che troneggia sulla festa della Lega Nord. Una specie di santo protettore. Il ministro è Roberto Maroni, l'ospite atteso, «l'uomo che più di tutti ha combattuto la criminalità organizzata e l'immigrazione clandestina», lo annunceranno al suo arrivo sul palco.

Tra una salsiccia e una birra cruda, fazzoletti verdi e soli padani, quanto si sente sicuro il popolo leghista? I dati del Pd parlano chiaro: un italiano su due non si sente protetto dalle leggi e dalle forze dell'ordine, uno su quattro cambia le proprie abitudini a causa del senso di insicurezza, uno su cinque ha paura degli immigrati.

E a Torino? Qui, tra i bossiani, si potrebbe pensare che a parlare di immigrati e sicurezza si vada a nozze. Ma non è così. «Torino è sicura, siete voi dei giornali che la dipingete diversa - dice Walter Balest, 70 anni - Basterebbe viaggiare per capire». Ma come, allora l'insicurezza, la paura? «I problemi ci sono, come in tutte le metropoli. A Barriera di Milano e Borgata Vittoria non girerei da solo e porto con me una cifra in denaro né tanto alta né tanto bassa, perché altrimenti ti prendi una coltellata. È questa la schifezza di Torino: io la criminalità la conoscevo, nel 1963 ho rubato la prima macchina, ma all'epoca c'era una sorta di educazione. La riportavamo indietro dopo esserci fatto un giretto, c'era un codice. Oggi non sai più chi hai davanti, e guardi che glielo dice uno che prima era delegato Cgil e oggi è un leghista convinto».

Non tutti la pensano così. Maria Oddenino, 63 anni, è diventata leghista perché la sera - dice - ha paura a uscir di casa. «Nel mio quartiere non sono sicura: brutte facce, gente che parla straniero, droga. E Chiamparino che fa? Pensa ai locali del centro, alla movida: venga dalle nostre parti, in periferia, dove non c'è nulla e le strade sono buie".

Marco Fraget si fa avanti, giovane, con la camicia verde: «Non si preoccupi signora, che ora vinciamo a Torino e mettiamo a posto anche lì dov'è lei». Fraget dice che lui non ha timore. «Basta saper governare, qui hanno mandato tutto in malora. Ma noi la gente la ascoltiamo». Eppure le statistiche dicono che i reati sono in diminuzione, allora Torino è sicura o no? «Non si tratta solo dei reati. La gente non vede nessuno, si sente abbandonata - risponde Fraget - Mai un poliziotto, un carabiniere, solo vigili che fanno le multe. Non è questa la sicurezza».

Le zone a rischio sono sempre le stesse: Barriera, San Salvario, Falchera. «Abito in corso Vercelli - dice Cristina Perotti, 58 anni - Quando mi sono trasferita era una zona magari povera, ma di gente onesta. Oggi sento tutto il giorno gente che litiga, urla, anche in piena notte. Vorrei vendere, ma ormai le case si sono deprezzate». Ma non è migliorata negli ultimi anni? «Macché, per me è peggiorata. Bisogna davvero che qualcuno faccia qualcosa».

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