Cerca nel blog

Scrivi su segreteria.tapparoudc.tapparoudc@blogger.com

  • COMMENTI POLITICI
  • DI TUTTO UN PO'
  • MALELINGUE POLEMICHE
  • MIRACOLI
  • MISCELLANEA
  • PENSIERI ED OPINIONI
  • PER PUBBLICARE I VOSTRI CONTRIBUTI (potete allegare foto + testo inviando una mail) segreteria.tapparoudc.tapparoudc@blogger.com
  • POESIE IDEE
  • PROBLEMATICHE SOCIALI
  • RICEVO E PUBBLICO

sabato 9 ottobre 2010

ANNO ZERO....DUCCIO..........

Duccio

Ottobre 8, 2010 on 10:42 am | In Politica | 15 Comments


Nullità abitano in tv. I protagonisti del cambiamento, se va bene, hanno due minuti una tantum per parlare ad Anno Zero, ed è già un lusso di questi tempi. Giovedì scorso, alla nostra amica Giulia hanno concesso pochi secondi. Ieri a Duccio è andata un po' meglio, prima che la Santanché (una che in tv va tutti i giorni) la buttasse in vacca parlando dei suoi capelli. L'altra Italia c'è. Ma deve darsi la parola da sola.

Roma

Ottobre 7, 2010 on 2:39 am | In Politica | No Comments

‎"LIbero web in Libero Stato". Dopo Milano e Firenze, portiamo questa serata di dibattito in difesa della libertà e per lo sviluppo del web a Roma.
20 ottobre, via dei Reti 25, dalle ore 20,45. Con Alessandro Gilioli, Guido Scorza e tanti altri. Presto i dettagli.

Cabaret Voltaire

Ottobre 6, 2010 on 9:25 pm | In Politica | No Comments

Mafia al Nord, Nucleare e Acqua saranno i temi dei prossimi incontri del ciclo Cabaret Voltaire. Domani l'incontro con Giulio Cavalli. Ore 21, circolo Arci Cicco Simonetta, via Cicco Simonetta 16 - Milano. Ingresso libero, con tessera Arci.

10 ottobre

Ottobre 6, 2010 on 1:23 pm | In Politica | No Comments

La prossima Agorà sarà domenica 10 ottobre, dalle ore 15 alle 19, in piazza San Babila, a Milano. Come sempre, con regolare preavviso. Fate girare la voce!

16 ottobre, con la Fiom

Ottobre 5, 2010 on 3:07 pm | In Politica | 1 Comment


Non ci sono diritti per sempre acquisiti, lo sappiamo. Se va avanti così, fra qualche anno potremo dire: non ci sono più diritti.

L'attacco allo stato sociale e alla dignità economica della persona è portato avanti con un'arroganza e un senso di impunità mai visti prima.

Sarebbe necessaria una forte opposizione politica con un progetto alternativo. Ma sappiamo che per ora non c'è.

La Fiom, sabato 16 ottobre, chiama a raccolta a Roma i non rassegnati. E' giusto esserci. Chi può, vada.

Le nostre Agorà

Ottobre 4, 2010 on 7:16 pm | In Politica | 3 Comments

Ieri, domenica 3 ottobre, l'Agorà di Qui Milano Libera è ripartita da piazza San Babila, dove abbiamo trovato un buon corner. Quattro ore di speech, centinaia di persone. Mi è venuta voglia di raccontare qualcosa di questa esperienza di impegno civile a chi non ne sa nulla. Chi ha seguito il blog nell'ultimo anno può anche evitare di leggere.

Le Agorà sono speaker's corner che da un anno teniamo nelle piazze del centro di Milano, al sabato o alla domenica pomeriggio, quasi ogni settimana, in assoluta indipendenza, con regolare preavviso alla questura.

Il gruppo promotore è formato da poche persone, ventenni e trentenni, che hanno deciso di uscire dalla passività e di esprimere pubblicamente il proprio sdegno. Quel che ci unisce è la volontà di riprenderci la parola, diffondere informazione e riattivare un circuito di partecipazione critica. Quel che proviamo a fare è un lavoro di semina culturale, per dissequestrare la politica alle oligarchie.

La bussola è la Costituzione, il simbolo è il tricolore, il punto di vista è una intransigente opposizione all'attuale governo e ai suoi falsi oppositori.

La parola chiave dell'Agorà è responsabilità. Quel che chiediamo a chi ascolta non è di crederci, ma di verificare se quel che diciamo è vero. Quel che cerchiamo non è il consenso, ma la condivisione di un metodo di cittadinanza attiva. Quel che testimoniamo è un'alternativa all'indifferenza e all'assuefazione.

Gli elementi fissi dell'Agorà sono questi: un tavolo, uno striscione con una scritta che cambia di settimana in settimana (di fronte alla Rai di corso Sempione fu: "il Tg4 vi fa una pippa!"), migliaia di volantini, cartelli, un impianto voci che è andato a sostituire l'iniziale e mai rinnegato megafono. Presto ci doteremo di un gazebo e di un paio di sedie. In prospettiva c'è un impianto di proiezione video, per portare in piazza le immagini negate al pubblico Raiset.

Dopo il rodaggio del primo anno, ora ci vogliamo organizzare meglio, raccogliendo nomi e indirizzi mail in modo sistematico; coinvolgendo le tante persone che si offrono di partecipare attivamente.

Il metodo dell'Agorà è tutt'uno con il suo senso: l'integrazione fra web e piazza: ci si ritrova sul web per convocarci in piazza. Riflettiamoci: la rete internet è uno strumento meraviglioso, ma senza uno sbocco reale l'attivismo virtuale diventa sterile. Anche per questo non pubblichiamo video delle Agorà. Vogliamo che le persone escano di casa: chi non può verrà la prossima volta. Chi abita lontano, prima o poi con i suoi amici potrà convocare un'Agorà nella propria città: questo contagio è lo sbocco che cerchiamo.

Anche l'Agorà ha i suoi costi, sia pure non elevati, e noi li copriamo con i contributi volontari – ogni volta facciamo girare una cassetta – consapevoli che l'autofinanziamento è l'unico modo per essere liberi.

Poi c'è la voce e la personalità, le ossessioni e la mimica di chi prende la parola, per lo più improvvisando, per leggere un brano di un libro, per abbozzare un'analisi politica o per commentare una notizia di cronaca. L'Agorà vive di passione e il microfono passa di mano in mano, ognuno può intervenire, anche in netto dissenso rispetto alle idee del gruppo promotore. Quante organizzazioni politiche porgono il microfono senza filtri alla platea? Ma è solo così che può rinascere un confronto fra i cittadini, e prima ancora fra esseri umani pensanti, contro ogni logica binaria "amore-odio" o da tifoseria calcistica.

All'Agorà si fermano centinaia di persone, molte si siedono per terra. Tanti, sempre di più ci conoscono e vengono a respirare un'ora d'aria, ad ascoltare idee che condividono. Altri obiettano e qualcuno ci contesta. Capitano anche i pazzi e i fanatici, inevitabili. Ma in decine di uscite in piazza non è mai accaduto un solo incidente.

Tra i passanti, i berlusconiani di stretta osservanza sono inconfondibili. Guardarli e starli a sentire con attenzione è già un'inchiesta sugli effetti del regime mediatico. Dal loro livore verso chi la pensa diversamente capisci come la propaganda si deposita nel cervello delle persone, e le incattivisce. In un anno di Agorà ce ne hanno dette di tutti i colori: comunisti, andate a lavorare, siete invidiosi, fatevi una vita, voi e i vostri giudici che dovrebbero andare in galera. E poi epiteti irriferibili, gratuiti, spesso provenienti da signori anziani all'apparenza rispettabili, individui fanatizzati che fanno gestacci, stracciano platealmente i nostri volantini o ripetono come dogmi di fede slogan privi di senso ascoltati in tv. Un confronto basato sui fatti con questa gente ormai è impossibile.

Quasi tutti i ragazzi del gruppo hanno iniziato a parlare in pubblico all'Agorà: la prima volta fu alle Colonne di San Lorenzo nel luglio 2009 (venne a trovarci a sorpresa Salvatore Borsellino), e poi piazza Cordusio (ancora ricordo un'Agorà contro il "metodo Feltri", che ci valse un grazioso articolone in seconda pagina del Giornale); piazzetta san Carlo, le tante e tante volte in piazza Mercanti, a venti passi dalla famosa Banca Rasini.

Ogni tanto l'Agorà intercetta polemiche calde di cronaca: con Grillo e Di Pietro, il 9 gennaio, sotto la pioggia, dicemmo NO a via Craxi; con Carlo Smuraglia, Peter Gomez e tanti altri, il primo luglio, a 40 gradi all'ombra, spiegammo le ragioni del dissenso alla legge bavaglio; in concomitanza con la manifestazione di Roma per la libertà di informazione, il 3 ottobre 2009 demmo vita a un memorabile speaker's corner in piazza Mercanti davanti a tremila persone. Era una notizia, ma il Corsera non pubblico nemmeno mezza riga nelle cronache cittadine. Dovetti scrivere direttamente a De Bortoli per veder pubblicato un trafiletto riparatorio due giorni dopo.

L'Agorà è un metodo, una formula aperta, antitetica al qualunquismo. Abbiamo intenzione di creare relazioni con ogni gruppo o comitato che porti avanti un'idea condivisibile, dal movimento che propone i referendum cittadini per la qualità dell'aria ai movimenti che si battono per l'acqua pubblica o per una proposta di legge popolare in favore delle energie rinnovabili. Basilio Rizzo, ottimo consigliere comunale diopposizione a Milano, spesso viene a trovarci per raccontarci fatti e misfatti di Palazzo Marino.

Nando dalla Chiesa ha definito questi nostri spazi di parola libera "prove tecniche di democrazia". Una definizione bella e lusinghiera, un'intuizione e insieme un auspicio. Se in tanti, fra la cospicua minoranza di persone informate e consapevoli, decidessimo di metterci davvero in gioco in prima persona, un radicale cambiamento rispetto a un presente così indegno e incivile forse sarebbe ancora possibile.

Mandanti morali / 2

Ottobre 2, 2010 on 9:34 pm | In Politica | 12 Comments

Note a margine dello sventato (e fino ad ora soltanto presunto) "attentato" al direttore del quotidiano Libero, in questo post sul Fatto on line.
Serve un'inchiesta rigorosa, in attesa della quale - visto il contesto e i precedenti - è preferibile sospendere ogni giudizio sulla dinamica dei fatti.
Ogni strumentalizzazione dell'episodio volta a criminalizzare il dissenso, intanto, è da respingere al mittente con la massima fermezza.

Cabaret Voltaire

Ottobre 2, 2010 on 7:49 pm | In Politica | 1 Comment

I prossimi appuntamenti con il nostro Cabaret Voltaire.

7 ottobre - Incontro con Giulio Cavalli

21 ottobre - Incontro con Mario Agostinelli

Nel primo si parlerà di mafie al Nord e dell'esperienza di Giulio come coordinatore Idv a Milano.

Nel secondo, di nucleare ed energie rinnovabili.
Circolo Arci di Milano, via Cicco Simonetta 16. Ingresso libero con tessera Arci.

3 ottobre

Ottobre 1, 2010 on 6:10 pm | In Politica | 2 Comments

Domenica 3 ottobre si riparte con le agorà. Speaker's corner dalle ore 15 alle 19, l'appuntamento è in piazza san Babila, a Milano. Chi vuol darci una mano, può venire e prendere contatti con noi.
In alternativa e in concomitanza domenica è previsto il comizio di Silvio B., dentro le mura del Castello Sforzesco, con selezione all'ingresso e l'esercito intorno.

La rottura dell'incantesimo

Settembre 30, 2010 on 2:36 pm | In Politica | 34 Comments


Ci vuol poi tanto a trattarlo come merita? Anche ieri nel dibattito alla Camera Antonio Di Pietro si è rivelato l'unico leader parlamentare capace di cantarle chiare al ducetto di Arcore.
Lo fa per galvanizzare gli elettori antiberlusconiani che guardano da casa, personalizzando lo scontro con quel suo ruspante istinto insieme teatrale e questurino, certo. Presenta anche lui i suoi punti deboli e le sue zone d'ombra da padre-padrone di un partito personale e populista, certo.
Ma almeno lo fa. E per questo, solo per questo molti lo votano, nonostante l'accolita di impresentabili che ha portato nelle istituzioni: riciclati, faccendieri e mestieranti di ogni ordine e grado.

Se i cicisbei del centrosinistra "moderato" e "riformista", in particolare i superstiti dirigenti del Pd che tante arie di cultura di governo e professionalità politica ancora si danno, si fossero comportati come lui da sedici anni a questa parte, invece di invitarci ad abbassare i toni, a superare l'antiberlusconismo e a non demonizzare l'avversario (che al contrario ha sempre criminalizzato e diffamato chiunque gli desse fastidio), oggi Antonio Di Pietro con tutta probabilità coltiverebbe il suo campo a Montenero di Bisaccia mentre Berlusconi si godrebbe la vecchiaia ad Hammamet o in qualche altro paradiso fiscale e penale.

Degne di nota, visibili in altri video di youtube, anche le reazioni del ducetto e dei dignitari di regime alle parole di Di Pietro. Le deputatesse bionde, in attesa della festa delle favorite prevista in serata a Palazzo Grazioli, lasciano l'aula in segno di disprezzo; Angelino Alfano, prima di andare a rapporto de Mavalà Ghedini per gli ultimi ritocchi alle vergogne di giornata, tamburella nervoso con volto più bronzeo del solito; Giulio Tremonti cerca di tener calmo il principe sussurandogli paroline sottovoce; altri sugli scranni governativi scrutano il capo per sondarne gli umori e altri ancora, rigidi, tengono il volto chino e fingono di leggere in attesa che i minuti scorrano veloci. Su tutti incombe un'aria di risentito imbarazzo, come da rottura di incantesimo, la stessa che spesso leggo sui volti dei misirizzi che andiamo a contestare. Intanto dal lato destro dell'emiciclo i manipoli parlamentari, novelli cavalli di Caligola, figli di una legge elettorale infame e di un criterio selettivo che premia i mascalzoni pronti a qualsiasi bassezza - insultano e rumoreggiano per buttarla in vacca, per coprire le parole indicibili, in un ultimo, disperato tentativo di difesa del padrone cui devono tutto. Il padrone abituato alle adulazioni dei servi e agli ossequi degli oppositori ben educati, che maschera la livida insofferenza con gesti e mimica irridenti - proprio non sopporta che qualcuno, sotto i riflettori che pretende di controllare, lo chiami per nome e ricordi i suoi misfatti - e poi si gira verso l'uomo da cui si sente tradito e che sta cercando di distruggere per chiedere, ma per lui chiedere vuol dire ordinare, di interrompere la lesa maestà. Invano.

Fa bene Di Pietro: a un personaggio del genere non si deve alcun rispetto. Perché lui non rispetta, anzi cerca di distruggere chiunque risulti d'intralcio ai suoi interessi privati e illeciti. Non è un self made man, nè un uomo di Stato. Ma un avido e prepotente tipetto, un individuo amorale terrorizzato dalla verità, con velleità da monarca, che sfrutta le istituzioni per evitare la galera, che deve tutto alla corruzione della politica e al potere manipolatorio dei media: così andava e va trattato.
Ha un passato talmente inconfessabile, ha costruito un ambiente a tal punto ipocrita e asfittico, che basta un accenno alla verità, a una parte della verità dei fatti documentati, per denudarlo.

Pochi, troppo pochi - nella politica, nel giornalismo, nella cosiddetta classe dirigente - hanno osato farlo in pubblico in tutti questi anni. In questa viltà sta il nucleo del caso Italia.

Pagina Successiva »

Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

Nessun commento: