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sabato 9 ottobre 2010

Antonio Fricano
Antonio FricanoOctober 8, 2010 at 10:50am
Oggetto: APPELLO PER L'ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA
Questo appello sarà inviato via mail a tutti i 90 deputati all'ARS, ai politici siciliani che dovrebbero rappresentarci presso la Camera ed al Senato, a tutti i comuni (ai sindaci) siciliani, etc., etc. Inoltre, unitamente ad una copia dello Statuto d'Autonomia della Regione Siciliana ed alla Bandiera Siciliana, saranno recapitati in plico chiuso il 30 Ottobre, da una rappresentanza dei manifestanti, a Palazzo Reale (Palazzo dei Normanni) per essere consegnati ai 90 deputati regionali (nel caso non sapessero nulla dell'argomento in questione)!!
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Al Presidente della Regione siciliana
Al Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana
Ai Sig. Assessori regionali
Agli On. Deputati regionali siciliani
Ai Ch.mi Senatori eletti in Sicilia
Agli On. Deputati eletti nelle circoscrizioni della Sicilia
Ai Sig. Eurodeputati eletti nella circoscrizione Sicilia-Sardegna


APPELLO PER L'ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA



Con la presente i cittadini siciliani chiedono alla loro legittima rappresentanza istituzionale democraticamente eletta di porre termine alla situazione di illegalità costituzionale in cui la Nostra Regione versa da più di sessant'anni dalla concessione di quello Statuto autonomistico che le avrebbe consentito un'ampia forma di autogoverno.

Nonostante talvolta i media dicano diversamente, infatti, lo Statuto Siciliano è operante soltanto in minima parte, talvolta distorta, e neanche nei suoi punti piú qualificanti, grazie anche ad un sistema di giurisprudenza costituzionale che non è conforme agli accordi che con lo Statuto si erano stabiliti tra lo Stato Italiano ed il Popolo Siciliano.

Come è noto, inoltre, questa Carta non è un "incidente" della storia, ma intanto una precisa riparazione contro le tante violazioni costituzionali che avevano contrassegnato in precedenza la confluenza dello Stato di Sicilia nelle formazioni politiche dapprima duosiciliane e poi italiane, e poi un ordinamento che disponeva per il futuro, in uno spirito di cooperazione tra concittadini della Sicilia e del resto del Paese, in modo da evitare che si ripetessero i saccheggi, gli sfruttamenti indiscriminati, le forme di vero colonialismo interno, che avevano caratterizzato la storia precedente.

Questa promessa, vero patto tra Sicilia e Italia, è stata unilateralmente tradita o stravolta dallo Stato italiano, dai suoi poteri forti in molti modi e, purtroppo, anche da larghi strati della sua classe politica e dirigente.

Dov'è la nostra Alta Corte?
Dove sono le norme attuative dello Statuto?
Dov'è l'ordinamento tributario separato che ci era consentito?
Dov'è l'applicazione generalizzata del principio di territorialità nell'attribuzione del gettito tributario?
Dov'è la devoluzione del demanio e del patrimonio dello Stato alla Regione ed ai suoi enti locali?
Dov'è la determinazione certa del Fondo di Solidarietà Nazionale per la programmazione di piani di investimento infrastrutturale?
Dov'è la compartecipazione della Sicilia alla gestione della politica valutaria e, implicitamente, monetaria (oggi in parità con gli altri membri del SEBC)?
Dov'è la devoluzione di tutte le funzioni amministrative ed esecutive dallo Stato alla Regione ed agli enti locali?
Dov'è la soppressione delle province e delle prefetture?
Dov'è la partecipazione strutturale del Presidente della Regione al Consiglio dei Ministri per rappresentare l'amministrazione statale in Sicilia?
Dov'è l'esenzione daziaria sull'importazione dei beni per il capitale agricolo e agro-industriale?
Dov'è la gestione autonoma dei prestiti interni con la possibilità di ricorso diretto al risparmio pubblico?
Dov'è la sezione siciliana della Corte di Cassazione?
Dov'è la gestione autonoma dei vitali settori del credito, delle assicurazioni e della finanza?
Dov'è la Polizia regionalizzata?
Dov'è la scuola autonoma, con la scuola primaria in competenza esclusiva, dove poter insegnare lo Statuto, la storia, l'arte, la musica e la lingua e letteratura siciliana?
Dov'è la nostra compartecipazione alla formazione degli atti comunitari europei su materie di nostra competenza e la nostra autonoma attuazione degli stessi?

E si potrebbe continuare.


I cittadini siciliani che consegnano questo appello considerano la propria "deputazione", lato sensu intesa, l'unica che legittimamente possa chiedere a gran voce nelle sedi istituzionali competenti il mantenimento dei diritti costituzionali del Popolo Siciliano.
Senza il rispetto dei diritti costituzionali della Sicilia non ci sarà uscita dal sottosviluppo, non ci sarà liberazione possibile dalla mafia e da ogni altra illegalità, non ci sarà una propulsione autonoma che possa condurre a vere condizioni di cittadinanza, ma solo assistenzialismo e subalternità. Senza l'applicazione dello Statuto saremo sempre sudditi, piegati alla richiesta del "favore" al posto di ciò che è invece un "diritto".

Siamo coscienti che le emergenze oggi appaiono altre: una disoccupazione ormai abnorme, i nostri produttori strangolati dal "racket" dei compratori nazionali, i nostri redditi erosi da una continua e strisciante inflazione e da politiche centrali dissennate, gli enti locali sovraffollati e in dissesto, servizi pubblici e infrastrutture indegne di un paese civile, chiusure continue di ogni struttura, impresa, centro decisionale, nonché emergenze sociali ed ambientali da tutte le parti. Ma siamo anche coscienti che se continueremo a delegare ad altri le decisioni cruciali per la nostra Terra, le cose non potranno che andare a peggiorare. Solo noi siciliani possiamo farci carico dei nostri problemi e tornare a camminare sulle nostre gambe finalmente come un paese normale. È da circa sei secoli che lottiamo per l'autogoverno e finora l'avere affidato ad altri il nostro destino ha prodotto soltanto un lento e inesorabile declino.

Su questo chiediamo chiarezza e coraggio da parte di tutti.
Noi non ci fermeremo.

W la Sicilia !

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