 | | Attualità - Traversella - 13/10/2010 | 1944-2010: non si spegne la memoria della "Strage di Traversella" di Federico Bona |  | Sono passati 66 anni da quell'infausto 14 ottobre 1944,ma la memoria del rastrellamento compiuto in Valchiusella dalle truppe tedesche e della successiva strage è ancora viva.
Come ogni anno, in occasione dell'anniversario della carneficina nazista. I Comuni della Valchiusella e l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, commemorano anno i fatti accaduti nell'ottobre del '44, con manifestazioni ed incontri nelle scuole e una manifestazione che si svolgerà domani sera, giovedì 14, a partire dalle 20, con la celebrazione della Messa a suffragio dei Caduti Partigiani. Al termine della Messa, la commemorazione dei Caduti davanti al Monumento con il ricordo del Presidente Anpi di Ivrea Riccardo Ravera Chion "Terribile". Parteciperà il Coro dei Cantori Salesi
Al termine della Cerimonia, nel vicino Soggiorno Montano, verrà proiettato il film "Rabain", con letture, ricordi e riflessioni. «Vorremmo – spiegano gli organizzatori - che fosse una vera veglia delle memoria, durante la quale nel parlare della Resistenza si discuterà anche sui valori della Costituzione e sulla sua attualità».
Ma cosa accadde il 14 ottobre 1944?
Per capirlo bisogna fare un passo indietro nel tempo: nell'estate-autunno del 1944 nella Valle avvennero numerosi scontri fra Partigiani e nazi-fascisti, ai quali seguì un imponente rastrellamento tedesco che da giugno ad ottobre '44, coinvolse la Bassa Valle d'Aosta giungendo sino in Val Chiusella.
Il 10 ottobre vi furono scontri ad Agliè e Castellamonte; il 13 uno ancor più violento a Bornasco e Sala.
Nel frattempo, il 12 ottobre, iniziò il rastrellamento tedesco interessò Quincinetto, mentre accaniti scontri avvennero ad Alice, Vico, Traversella e Meugliano. I reparti partigiani, duramente provati, ebbero 12 morti, ed altri 13 vennero fucilati dopo la cattura. A Traversella furono incendiate 54 case, a Vico il Municipio. Il 13 e 14 ottobre scoppiò la battaglia di Scalaro. Il giorno dopo il rastrellamento si spostò a Castellamonte.
Malgrado le perdite, i gruppi partigiani riuscirono a superare il terribile inverno e nella successiva primavera del 1945 essi furono gli artefici della Liberazione.
Sono passati 65 anni, ma non si è spenta la memoria di quei fatti e, anno dopo anno, vengono ricordate le 25 vittime: tanti Partigiani,m ma anche civili e il parroco di Alice, don Martino Gedda. Uomini e ragazzi (il più anziano aveva 72 anni, il più giovane solo 17), Canavesani e non (alcuni dei Partigiani uccisi arrivavano dalla Lombardia, uno dal Veneto, uno da Bolzano, un altro dalla Liguria). Molti non si conoscevano nemmeno, ma i loro nomi sono stai uniti dal comune sacrificio.
«Con la fine della guerra si avviò nel Paese un processo di democratizzazione che portò alla nascita della Repubblica ed alla Costituzione, nella quale gli ideali che animarono gli uomini della Resistenza vennero espressi nella forma più alta – commentano gli organizzatori della serata di domani -. Molta strada resta ancora da compiere, oggi, per dare concretezza ai concetti di Libertà, Democrazia, Pace, Giustizia e Solidarietà per i quali tanti giovani si sacrificarono. Sta a noi continuare la loro opera, ed è ciò che ci proponiamo anche attraverso questa manifestazione di Traversella». | | |
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