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martedì 12 ottobre 2010

MARONI INDAGATO....

Maroni indagato per finanziamento illecito ai partiti

0 commenti · 9 ottobre, 2010 · 18:04

Roberto Maroni

Roberto Maroni

È stato sentito qualche giorno fa in gran segreto negli uffici di piazzale Clodio e ha chiarito la sua posizione, consegnando ampia documentazione. Il ministro Roberto Maroni è stato interrogato come indagato perché iscritto dalla procura di Milano con l'ipotesi di reato di violazione della legge sul finanziamento dei partiti. Subito dopo l'iscrizione, l'inchiesta è stata inviata per competenza alla procura della Capitale, e il primo atto compiuto dal procuratore Giovanni Ferrara e dall'aggiunto Alberto Caperna è stato quello di ascoltare le ragioni del capo del Viminale. Maroni ha dichiarato che i soldi ricevuti dalla società Mythos, 60 mila euro, costituiscono il compenso per una attività legale e che lui non ha mai violato alcuna legge. All'epoca non aveva incarichi di Governo e svolgeva la sua attività di avvocato. La procura capitolina analizzerà ora la documentazione fornita per chiarire quanto contestato dai colleghi lombardi, e cioè se la natura della «consulenza non scritta», oggetto dell'indagine, fatturata a chi nel 2007-2008 ha pagato «60 mila euro» a lui e «14 mila euro» alla sua assistente Isabella Votino, sia, come dicono i pm lombardi, fatturata ma mai svolta.

Nell'inchiesta è coinvolto, per la stessa ipotesi di reato, Franco Boselli, manager della Mythos. Boselli, lo scorso primo ottobre, era stato sentito come testimone nel processo milanese su Mythos davanti ai giudici della prima sezione penale e aveva parlato della consulenza di Maroni, rispondendo alle domande del pm Gaetano Ruta. Il ministro è stato anche citato per venerdì prossimo come testimone nel processo milanese con al centro la società Mythos che, stando alle indagini dei pm Gaetano Ruta e Laura Pedio, era diventata nel tempo una "centrale" dell'evasione e della corruzione fiscale. Maroni, citato dalla difesa di uno degli imputati, verrà sentito in qualità di indagato in procedimento connesso.

L'avvocato Domenico Aiello che assiste il ministro, ha spiegato come sono andate le cose: «Maroni non ha mai violato la legge sul finanziamento ai partiti – ha chiarito – La vicenda riguarda la sua attività professionale di avvocato in un periodo in cui non aveva incarichi di Governo. I compensi per l'attività professionale sono sempre stati regolarmente fatturati e dichiarati. Per il medesimo periodo l'avvocato Maroni ha subito una verifica fiscale sulla propria attività professionale che ne ha definitivamente accertato la regolarità e correttezza».

Per Niccolò Ghedini, poi, «ipotizzare che il ministro possa avere ricevuto del denaro in violazione di legge è completamente assurdo. Chiunque abbia avuto modo di conoscerlo ne ha sempre apprezzato l'assoluto rigore. Del resto l'ipotesi contestata appare già a prima vista assolutamente inconsistente e infondata. Si tratta dell'ennesima pubblicazione di notizie volte a delegittimare un esponente della maggioranza che sta lavorando in modo eccellente nel governo del paese». di Cristiana Mangani

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