Gli succede Boero, leader degli antiabortisti, in passato tentato dal centrodestra. Torna all'ovile anche la figlia di Scanderebech che sperava di battere tutti sul tempo e autoproclamarsi capogruppo. La furbizia è una dote di famiglia A pochi mesi dalla scadenza naturale del mandato, Alberto Goffi ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale di Torino. Eletto alle ultime elezioni nell'assemblea di Palazzo Lascaris, Goffi, che è anche segretario regionale dell'Udc, lascia il posto al primo dei non eletti, Valter Boero, 56 anni, professore associato di Chimica agraria all'Università e presidente del Movimento per la vita subalpino. Una scelta, quella di rimanere nel partito di Casini, non proprio scontata fino alla vigilia del passaggio del testimone. Boero, infatti, è stato parecchio critico sulla posizione presa dall'Udc di sostenere Mercedes Bresso al punto da spingerlo ad aprire canali diplomatici e politici con ampi settori del centrodestra piemontese, attraverso i quali ha tentato di conquistare la poltrona di direttore regionale all'Istruzione o, in subordine, alle politiche sociali e della famiglia. Andata in fumo questa prospettiva è tornato all'ovile e da lunedì assumerà la carica di capogruppo dello scudocrociato. La successione ha però avuto un gustoso retroscena. Federica Scanderebech approdata in Sala Rossa sotto le insegne centriste, abbandonate nel marzo scorso a seguito della defezione del babbo, Deodato Scanderebech, passato alla corte di Roberto Cota, appena avuta notizia delle dimissioni di Goffi ha prontamente comunicato il suo rientro nell'Udc. Una mossa dettata dalla convinzione di agguantare l'incarico di capogruppo, vacante per qualche ora . Tentativo non andato a buon fine poiché a norma di regolamento il gruppo consiliare sarà formalmente ricostituito soltanto dopo la surroga del consigliere dimissionario. |
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