| Montalto Dora - 09/11/2010 |
| In vendita i buoni per la Zuppa di Cavolo alla Montaltese di Marco Campagnolo |
| Sono già in prevendita i buoni-prenotazione per la "Zuppa di Cavolo alla Montaltese" per il punto ristoro gestito dal Comitato Carnevalesco Montaltese durante la quindicesima Sagra del Cavolo Verza. La Prevendita è disponibile presso la panetteria di Pascarella Vincenzo in via Mazzini, la Tabaccheria di Gianotti Danilo sempre in via Mazzini, l'Edicola di Simona e Claudio in via Aosta e la Tabaccheria di Morena. Inoltre si potranno acquistare i buoni-prenotazione presso la sede del Carnevale in via Casana 8 nelle serate di mercoledì 10 e giovedì 11 a partire dalle 20.30, e presso il punto promozione degli Informatori Turistici. La Zuppa oltre che in vendita durante gli orari di apertura del punto ristoro, potrà essere ritirata da chi avesse acquistato il buono sabato 13 novembre a partire dalle 16 e domenica 14 a partire dalle 10 presso il punto ristoro del Comitato Carnevalesco sito in piazza Prat. La zuppa di cavoli veniva cucinata specialmente per la festa dei morti (nella tradizione popolare è denominata infatti "Supa dij mort"), a inizio di novembre, quando i cavoli si presentavano maturi, pronti ad essere consumati. Nel mese di novembre, le galline erano giunte a una fase di "stanca" per la deposizione delle uova per cui quasi con un rito sacrificale, una di esse, la più anziana ("galin-a veja a fa bon bròd") e anche la più in carne veniva eliminata, spennata, strinata, tagliata in grandi pezzi e bollita con cipolla, aglio e un mazzetto di odori (rosmarino, salvia, lauro, prezzemolo, timo e maggiorana). In questo modo si preparava un gustoso brodo di gallina profumato e occhieggiante di grasso giallognolo. Questa la ricetta "ufficiale" della Zuppa di cavoli alla montaltese, così come diffusa dagli organizzatori della Sagra: Il cavolo viene sfogliato (si conserva soltanto la testa per farne una gustosa insalata), le foglie vengono ben lavate, spezzettate e fatte bollire lentamente in acqua salata. Nel frattempo si grattugia del formaggio secco, non necessariamente formaggio grana troppo dispendioso per le famiglie di un tempo. Si tagliano fette di pane raffermo, che deve essere compatto e sodo. Si prende una terrina senza manici e vi si pongono le fette di pane, si cospargono di cavoli e quindi si versa sopra abbondante brodo di gallina, si spolvera il tutto con abbondante formaggio grattugiato. Vanno preparati più strati fino a quando la terrina è colma. A questo punto ci si prepara al tocco finale: si pone il recipiente sui ferri del camino o sulla stufa, si copre con un coperchio di terracotta e si lascia mitoné (cottura a fuoco lento). E' bene però precisare che questa è la ricetta più antica, che utilizzava il brodo di gallina o di costine di maiale: in realtà oggi si usa il brodo di manzo e si aggiunge alla zuppa anche un po' di salsiccia. |
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martedì 9 novembre 2010
MONTALTO VENDITA DEI BUONI ZUPPA......
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