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sabato 6 novembre 2010

Ivrea - 06/11/2010
Agile: ennesima "non decisione" del tribunale del lavoro di Roma
di Marco Campagnolo
Assemblea dei lavoratori Agile – Eutelia ieri nella sede dell'azienda a Ivrea, all'indomani della, ennesima, non decisione del tribunale del lavoro di Roma che ha rinviato di un mese l'udienza sull'appello relativo alla causa sindacale sulla regolarità della cessione del ramo It fatta da Eutelia ad Agile.

Rinvio, al 15 dicembre, che però non sembra essere, in toto, una cattiva notizia. «l'impressione è che il giudice il 15 dicembre voglia chiudere – ha spiegato la delegata sindacale Mariella Rapetti -. Nella convocazione delle parti sembra vi fossero vizi formali che avrebbero rischiato di far annullare qualunque decisione che fosse stata presa. Meglio il rinvio, quindi, visto anche che a quando sostengono i colleghi di Roma un rinvio di solo un mese in quel Tribunale equivale a voler accelerare i tempi!».


Foto E. Cacciola

Ma ad un anno dalle occupazioni delle sedi Agile in Italia e a due da quando sono iniziati i problemi, tra i dipendenti dell'azienda è sempre più forte la stanchezza e lo sconforto. In assemblea, rispetto alle prime del 2008, i presenti erano meno: «I tempi sono sempre più lunghi – commentava sconsolata Repetti -. Per ogni decisione ci vogliono mesi. Sembra che ci sia la volontà di non farci andare avanti».

E intanto si è in attesa che i Commissari presentino un piano industriale, senza il quale non è possibile avere le fidejussioni garantite da governo e Unione Europea per le aziende in crisi. E senza le fidejussioni non si può partecipare alle gare.

E proprio quella dei "commissari" è un'altra nota dolente: «I Commissari sono sempre avvocati e commercialisti – ha continuato la delegata sindacale -. Quando entrano in un'azienda in crisi hanno più un ruolo di salvare i salvabile per garantire i creditori, più che per rilanciare l'azienda. Attuano solo una gestione amministrativa, non pongono attenzione ai problemi strutturali».

Ma anche dal mondo politico sembra che l'attenzione cali: «Il neo ministro allo sviluppo economico aveva promesso di convocarci per il 20 – racconta Repetti -. Siamo ancora a qui ad aspettare. Ma ciò che più infastidisce e che non siamo nemmeno stati contattati per una semplice "Mi spiace, sono occupata, facciamo un'altra volta"! L'unica cosa che c'è stata, e continua a esserci, è il silenzio».

E nel frattempo le commesse vanno via. «Nel cedere il ramo It Eutelia non ha ceduto le certificazioni senza le quali non è possibile lavora con grandi operatori e con la Pa. Anche se invero ci troviamo in una situazione a macchia di leopardo, con alcune amministrazioni che non si avvalgono più di noi perché non in regola, come l'Asl di Ivrea, e altre, altre Asl ad esempio, continuano a lavorare con noi».

E in tutto questo vi è anche la beffa che nel giro di commesse tra Eutelia ed Agile si è creata la situazione di incarichi di lavori svolti dai dipendenti Agile (senza stipendio o in cassa integrazione straordinario), ma le cui fatture vengono pagate a Eutelia.

E intanto in assemblea Agile è anche arrivata Daniela Stratta, delegata sindacale Cgil in Raf Phonemedia a raccontare come si sta evolvendo la situazione di quest'altra azienda in crisi. E il risultato è che il Commissario straordinario (che è il medesimo di Agile) in tribunale a Novara ha chiesto il fallimento «E questo nonostante a noi lavoratori – ha detto Stratta – ci avesse chiesto di continuare a lavorare per mantenere le commesse, anche se eravamo in Cassa».




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