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martedì 9 novembre 2010

il " cattoppotunista "....merlo......

Non è Profumo ma puzza di bruciato E l'intendenza democratica si ribella
Lunedì 08 Novembre 2010 23:14
La riunione carbonara convocata domenica sera da Morgando (tramite lo staffiere Lo Russo) per lanciare il rettore del Politecnico finisce a schifio. La dirigenza regionale e provinciale è ora messa sotto accusa per sospetta partigianeria. Il caminetto manda in fumo la candidatura del professore e spiana la strada a Fassino

 

Fassino-MorgandoIl primo a varcare la soglia con fare sospetto è stato Aldo Corgiat, il potente sindaco di Settimo Torinese. Dopo di lui sono arrivati alla spicciolata, convocati da Stefano Lo Russo, il bindiano Mauro Marino, il cattopportunista Giorgio Merlo, l'apolide Alessandro Altamura, la neo segretaria provinciale Paola Bragantini, l'ex peverariano Lorenzo Gentile, il pestifero Stefano Esposito. L'ultimo a infilarsi nell'antico cortile di via Stampatori, domicilio di una delle correnti degli ex popolari confluiti nel Pd, al numero civico successivo dove una volta c'era la segreteria di Carlo Donat Cattin, il Pierino la peste dello scudocrociato, è stato il padrone di casa, il segretario regionale Gianfranco Morgando, che si è chiuso il portone alle spalle non prima aver attentamente controllato di non essere seguito. Un giallo in stile politico? No. Più semplicemente è partito dal centro storico l'attentato alle primarie. Una cospirazione ordita da un manipolo di maggiorenti del Pd per cercare di forzare la mano del partito sulla candidatura di Francesco Profumo, un tentativo finito miseramente, con il tradizionale volar di stracci tra i convenuti prima e con gli esclusi qualche ora dopo.

 

I novelli carbonari del centrosinistra nel darsi appuntamento, domenica sera, in gran segreto per mettere a punto una strategia capace di lanciare una volta per tutte il rettore del Politecnico, hanno forse definitivamente messo fuori gioco il professore dalla corsa alla successione di Sergio Chiamparino. Il caminetto ha bruciato le condizioni per una candidatura condivisa e spianato la strada a Piero Fassino, l'uomo su cui Bersani e il gruppo dirigente nazionale non fa mistero di puntare. Nei prossimi giorni la segreteria nazionale ha in calendario una serie di incontri informali con i principali esponenti del partito per definire l'ufficializzazione della nomination dell'ex segretario diessino. E se ciò appare come la sconfessione del gruppo dirigente locale da parte della struttura nazionale, a livello locale molti pronosticano un inevitabile regolamento di conti tra le varie componenti del partito. Dietro la parola magica "Primarie" – brandita da Corgiat l'altra sera, e sguainata da Davide Gariglio, Roberto Placido e Roberto Tricarico - si consumerà la guerra fratricida per il controllo del partito e, a questo punto, anche il fragile compromesso che ha consentito l'elezione della Bragantini alla segreteria provinciale rischia di incrinarsi.

 

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