| Il diktat della Lega: "Dateci Torino. Altrimenti corriamo da soli" |
| Lunedì 09 Agosto 2010 08:20 |
Il Carroccio vuole sfruttare al meglio il vento favorevole. Gli uomini di Bossi pronti a bissare il bottino delle ultime regionali e conquistare, alle prossime amministrative, la leadership della coalizione. Le mosse di Cota per arruolare nuove forze (e consensi elettorali)
Nel capoluogo piemontese il Carroccio è pronto, in caso di resistenza dell'alleato, a correre da solo mettendo a frutto la grande popolarità del governatore Roberto Cota che è il vero ispiratore della strategia d'assalto leghista. Già prima della pausa ferragostana è stato dato il via ad una discreta campagna di contati in ambienti professionali e dell'imprenditoria per dare nome e cognome a al candidato. L'impresa di conquistare nuove e qualificate simpatie all'ombra della Mole dove i consensi della Lega non si schiodano, da anni, dal palo del 10 per cento non è facile.
Non a caso ai suoi più stretti collaboratori Cota ha manifestato l'intenzione di cambiare la fisionomia del partito torinese, rinnovando la classe dirigente che si è rivelata non sempre all'altezza delle nuove ambizioni. Il presidente conta di poter gettare nella battaglia un certo numero di seggiole parlamentari se, come pare, la situazione politica nazionale precipiterà verso le urne anticipate. La mossa è stata messa a punto proprio per preparare la campagna comunale con una marcia in più, quella di una batteria di aspiranti parlamentari espressione di quel connubio tra rappresentanza territoriale e competenza professionale che sembra voler essere il tratto distintivo della classe dirigente di stampo cotiano.
Se come appare sempre più probabile la Lega continuerà a dimostrarsi il partito egemone del centrodestra, almeno in termini culturali e di azione politica, gli arruolamenti non mancheranno e tra questi potrebbe esserci il candidato sindaco. Se, al contrario, le adesioni non saranno soddisfacenti, la scelta potrebbe ricadere all'interno della cerchia dei più stretti collaboratori di Cota e tra questi spicca il nome di Luca Procacci, l'avvocato che deve sbrogliare la spinosa matassa dei ricorsi contro la "vittoria mutilata" di marzo. In questo caso si tratterebbe di una sorta di déjà vu. In passato un altro avvocato, il neo consigliere del Csm Matteo Brigandì si era guadagnato la leadership della Lega piemontese passando per le aule del tribunale dove si erano discussi i ricorsi contro presunti brogli nelle elezioni che incoronarono sindaco Valentino Castellani. |
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