Intervista al Sole 24 Ore del sindaco: "Occorre cambiare passo. Sono pronto a correre per la premiership". Scetticismo tra gli stessi compagni di partito che ricordano i suoi periodici stop and go e la proverbiale flemma. Sarà la volta buona? Comunque a Roma non se lo filano troppo «I tatticismi vanno bene per riempire qualche pagina estiva di giornale, ma al Pd serve subito un cambio di passo su grandi temi come federalismo, fisco e lavoro». Lo afferma in un'intervista al Sole 24 Ore il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che si dice pronto a correre alle primarie per la scelta del candidato premier del partito.
Il candidato del Pd per Palazzo Chigi «può uscire solo dal confronto sui temi e il giudice non può essere che il centrosinistra nel suo complesso». Per questo, sottolinea Chiamparino, «mi sembra difficile trovare una strada alternativa» alle primarie. Delle primarie, assicura, con lui stesso «certamente candidato».
Per un partito di opposizione, spiega il sindaco, «è essenziale il messaggio che si riesce a trasmettere ai cittadini, le formule politiche devono esserne la conseguenza. La tattica ha un suo senso, soprattutto per i centristi che si stanno riposizionando, ma il Pd - dice Chiamparino - deve fare altro, e deve prima di tutto ricominciare a dire ai cittadini che cosa pensa sui grandi temi».
Per quanto riguarda il lavoro, il presidente dell'Anci spiega che «non è né saggio né possibile cercare di adattarsi a condizioni degli altri Paesi», ma occorre «inventare forme nuove di protagonismo nella gestione del lavoro, e il sindacato deve garantire affidabilità in questi processi».
Secondo Chiamparino serve una posizione «forte» del partito democratico anche sul tema del fisco: «Oggi - dice - in Italia chi investe e lavora paga, mentre chi patrimonializza è favorito. Vogliamo cambiare questa situazione?».
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