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giovedì 19 maggio 2011

ELEZIONI SECONDO TURNO........

18/05/2011 - ELEZIONI - VERSO IL SECONDO TURNO
Ballottaggi, il Terzo Polo si sfila:
né con Pisapia né con la Moratti
Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini
+ TUTTI I RISULTATI DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Alta tensione in Fli. Ronchi
e Urso verso l'addio al partito
Fini: scelta vincolante per tutti. Bersani: "Quando non si sceglie c'è qualcuno
che lo farà per te"
ROMA
Nessuna indicazione di voto ai propri elettori ai ballottaggi di Milano e
Napoli: è questa la decisione presa dal vertice del Terzo Polo al termine di
una serie di riunioni con i candidati nelle due città, Raimondo Pasquino e
Manfredi Palmeri.


È una decisione che non significa un passo indietro, tanto è vero che ai due
candidati è stato chiesto di mantenere nei prossimi giorni alta l'iniziativa
nelle due città, per marcare l'alternità del Terzo Polo rispetto agli aspiranti
sindaci in ballottaggio. Ed è una decisione non indolore tanto che continuano
le voci - che prendono forma in serata - di una disobbedienza da parte di
Andrea Ronchi e Adolfo Urso, ormai considerati con un piede e mezzo fuori da
Fli.


La decisione di mantenere un profilo terzista è stata presa dopo alcune
riunioni con Pasquino e Palmeri e i dirigenti locali di Udc, Api e Fli. Poi,
dopo il vertice, una conferenza stampa in cui è stata annunciata la linea, cioè
la «non indicazione esplicita di appoggio ad alcun candidato», come ha
sintetizzato Fini. «Noi non chiediamo un apparentamento con Moratti o con
Pisapia - ha detto Palmeri - ma con la città». Questo non significa abbandonare
l'agone fino ai ballottaggi, anzi. A Pasquino e Palmeri è stato dato un
mandato: innanzi tutto far rispettare il deliberato in sede locale, e poi
continuare il dialogo con l'opinione pubblica cittadina insistendo sulla bontà
del programma del Terzo Polo. In base alla vicinanza ad esso degli altri
candidati, decideranno poi gli elettori del Terzo Polo a chi far andare il
proprio voto.


Una linea che non convince Pier Luigi Bersani: «Quando non si sceglie c'è
sempre qualcuno che sceglie per te», commenta il segretario del Pd. Questa
linea ha infatti delle controindicazioni: innanzi tutto la necessità di dare la
«botta finale» a Berlusconi, e poi il rischio di strumentalizzazione da parte
dei candidati del Pdl, Lettieri e Moratti. Specie il primo, si è convenuto
nelle riunioni, ha necessità di premere sul tasto della legalità, uno dei temi
centrali del programma del Terzo Polo; c'è quindi la possibilità che Lettieri
affermi di accettarlo per guadagnare l'elettorato centrista. «Ma noi non
dobbiamo cascarci», spiega Donato Mosella, parlamentare Api partenopeo. E
infatti Pasquino dovrà tenere l'asticella alta. Quanto alla speranza di una
doppia sconfitta del Pdl a Napoli e Milano, che accelererebbe la crisi di
governo e la caduta del Cavaliere, questa si scontra con la scelta terzista; ma
appunto a Pasquino e a Palmeri è stato chiesto proprio di marcare le differenze
tra il programma del Terzo Polo e le future promesse di Moratti e Lettieri.


Quanto ai possibili dissensi su questa linea, i tre leader hanno stabilito che
all'interno dei rispettivi partiti non saranno accettati distinguo. La
questione riguarda in particolare Fli, dove Ronchi già lunedì sera aveva fatto
un «endorsement» a favore della Moratti e che si è dimesso dalla presidenza
dell'assemblea che venerdì dovrà ratificare l'odierna decisione. «Vincolante
per tutti», sillaba Fini.

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