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venerdì 27 maggio 2011

CELENTANO A GRLLO...........

LETTERA DI CELENTANO A BEPPE GRILLO: "DEVI SOSTENERE PISAPIA" (Giornalettismo)
pubblicata da freedom24 - LIBERTA' D'INFORMAZIONE il giorno giovedì 26 maggio
2011 alle ore 14.39
Adriano CelentanoCELENTANO SCRIVE A BEPPE GRILLO: "DEVI SOSTENERE PISAPIA"
"E' questione di vita o di morte", scrive l'artista, anticipando la lettera che
domani apparirà su L'Espresso.

Sembrano ormai definitivamente acqua passata – in realtà, già da un po' – i
tempi in cui Adriano Celentano votava per Silvio Berlusconi (nel 1994, ci aveva
sperato). Da un po' di tempo, infatti, il popolare artista italiano si spende
pubblicamente a favore delle opposizioni e per il superamento del "ventennio
berlusconiano": già con Rockpolitik, con l'ospitata di Michele Santoro che
diede il calcio di inizio per il ritorno del giornalista in Rai con Annozero,
qualcosa si era mosso. E di lì, di passo in passo fino ad oggi, giorno in cui
Celentano si schiera per le elezioni nella sua Milano: votate Pisapia.

CARTA E PENNA – E votatelo tutti, compresi quelli che potrebbero votarlo e però
fanno un po' i preziosi, come i grillini di Beppe Grillo che, alla vigilia del
secondo turno, si sono per ora trincerati dietro un'equidistanza in salsa
antipolitica: "Siamo diversi sia da questa destra che da questa sinistra". Ma
per Celentano, Grillo sbaglia, e glielo scrive.

'Caro Beppe, tu non hai certo bisogno della Moratti se malauguratamente
vincesse, ma di Pisapia hai bisogno eccome. Tu sei troppo intelligente per non
capirlo. Pisapia e' la chiave d'accesso a quella svolta che tu hai iniziato
tanto tempo fa. Non puoi quindi precluderti i diversi lasciapassare che con
chiunque altro (data la trasparenza del tuo programma) sarebbero bloccati.
Vorrei che tu per un attimo passassi in rassegna i volti di coloro con i quali
avresti a che fare, nel caso accadesse che i milanesi fossero presi da un nuovo
colpo di sonno'. 'Basta guardare con quale arroganza – insiste Celentano – gli
Assatanati di Berlusconi stanno occupando tutte le reti televisive tranne una
che per fortuna si distingue, La7 di Mentana'.

Domani in edicola sull'Espresso questa lettera che il cantante della via Gluck
indirizza al leader quasi "spirituale" del Movimento a Cinque Stelle,
chiedendogli sostanzialmente di ritornare sulle sue posizioni e di pronunciare
un deciso endorsement per Giuliano Pisapia: certo, molti elettori grillini
probabilmente al ballottaggio convergeranno sul candidato dell'opposizione, ma
una pronuncia esplicita sarebbe certo gradita.

IL CANDIDATO PISAPIA – Almeno a Celentano, che non si pone il problema degli
eventuali danni che un tale endorsement potrebbe portare al candidato Pisapia,
improvvisamente, a quel punto, ufficialmente appoggiato dal movimento grillino:
tutto da vedere l'aiuto che una tale mossa potrebbe dare, specie negli ultimi
giorni di campagna elettorale. Probabilmente – e forse giustamente – calcoli
politici di questo tipo non sono nei pensieri di Adriano Celentano, che però ci
racconta perchè Giuliano Pisapia è il suo candidato.

'Pisapia – dice Celentano – e' l'unico sindaco che abbia la faccia da bambino.
Dice cose importanti, pero' con l'entusiasmo di quel bambino che in lui non e'
mai morto. Ha la capacita' di risvegliare la creatura da troppo tempo
anestetizzata nell'animo dei milanesi. Una caratteristica che non ha certo la
Moratti e che purtroppo mancava da 15 o 20 sindaci fa'. 'Quasi vent'anni di
berlusconismo – dice Celentano all'Espresso, ha anticipato l'intervento
dell'artista – hanno senz'altro agevolato la sete di cambiamento che da qualche
anno a questa parte pulsa nei milanesi'.

Nell'ultima parte dell'intervista, anticipata dalle agenzie, Celentano si
rifugia nel sociologico, spiegandoci perché, nel 1994, votò Silvio Berlusconi:
perchè gli faceva simpatia e gli ispirava cambiamento. E c'è da scommettere che
in molti fecero, allora, il suo stesso ragionamento.

Alla domanda se lo considerasse una speranza, risponde: 'In un certo senso
si'. Vedevo in lui un qualcosa di diverso pur se non del tutto decifrabile.
Pero' anch'io, come tanti credo, fui preso all'amo da un'affabilita' giocosa e
simpatica, quindi lo votai se non altro per cambiare. Ma subito mi accorsi che
il suo modo di pensare era distante anni luce dal mio'.

Riusciranno le parole di Celentano a convincere il comico che ancora ieri si
appellava alla costruzione di un futuro "post-ideologico" e contro tutti gli
artefici di questo sistema italiano – e dunque, presumibilmente, anche contro
la sinistra?

di Tommaso Caldarelli

Giornalettismo
su Freedom24 il 26 Maggio 2011

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