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lunedì 22 agosto 2011

sfuma il riequilibrio con la LEGA voluto dal PDL....

Regione, spira forte l'antipolitica

e il rimpasto diventa low cost

Pubblicato Lunedì 22 Agosto 2011, ore 8,08

Sfuma il sogno del Pdl di allargare la compagine di Giunta. Il riequilibrio con la Lega avverrà nell'ambito degli attuali 12 componenti. Al massimo potrà essere "sacrificata" la MaccantALLEATI Roberto Cota e Enzo Ghigo

Si erano lasciati, qualche settimana fa, con l'impegno di rivedersi a fine mese e riequilibrare i "pesi" interni alla coalizione di governo. Seppur infastidito dalla decisione di nominare il solo assessore alla Sanità e rinviare il rimpasto a dopo la pausa estiva, Enzo Ghigo si era detto certo della lealtà del governatore: "Cota è un uomo di parola – aveva precisato il coordinatore regionale del Pdl - e terrà fede agli impegni". Ma nel frattempo è successo il finimondo e in un Paese ormai al collasso, in cui il sistema politico tenta disperatamente di salvare la ghirba mettendo mano ai costi della politica, sarebbe perlomeno stridente che il Piemonte aumentasse il numero di assessori. Con l'aria che tira è quindi da escludere che Roberto Cota allarghi la Giunta a 14 componenti, come richiesto dall'alleato berlusconiano.

 

Se dovrà essere rivisto il rapporto tra i partner, ciò non potrà che avvenire nell'ambito dell'attuale compagine dei 12. È questo il perimetro nel quale il presidente è disposto a giocare la partita: il Pdl, se crede, può sostituire qualche suo esponente con delle new entry. Unica concessione: il "sacrificio" di un assessore del Carroccio – la vittima designata è, a detta di tutti, Elena Maccanti – per far posto a un pidiellino (probabilmente il capogruppo Luca Pedrale), quale risarcimento per la perdita della guida della Sanità. E, giusto per smorzare le pretese dell'alleato, Cota non si stanca di ripetere che Monferino non può essere certo incasellato come leghista: gode della sua massima fiducia, ma è tutt'altro che organico al partito. Puntualizzazione che procura immenso piacere all'ex manager Fiat, preoccupato che venga intaccata la sua natura di "tecnico" prestato all'amministrazione.

 

Ora la patata bollente è nelle mani della diarchia di corso Vittorio che, forse imprudentemente, ha fomentato il revanscismo azzurro e alimentato le ambizioni delle seconde file del partito. «Certo, ora tutto è più complicato – ammette un consigliere regionale di Esperienza Piemonte, la componente di maggioranza -. Bisognava chiudere prima della pausa d'agosto, a questo punto chi se la sente di proporre la nomina di altri due assessori, con il rischio di finire additati all'opinione pubblica come gli spreconi?»

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