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lunedì 13 giugno 2011

IL MINISTRO MARONI "RISCHIA....?"......

REFERENDUM, MARONI RISCHIA TRE ANNI DI GALERA PER L'ANNUNCIO DI STAMANE SUL QUORUM (Giornalettismo)

pubblicata da freedom24 - LIBERTA' D'INFORMAZIONE il giorno lunedì 13 giugno 2011 alle ore 18.29

Roberto Maroni
REFERENDUM, ORA MARONI RISCHIA TRE ANNI DI GALERA. ECCO PERCHÉ

Ad urne aperte aveva detto: "Il quorum è raggiunto", ed è già partita la denuncia a suo carico. La legge penale in questi casi parla chiaro.

 

Si attende ora l'apertura dell'inchiesta ufficiale a carico di Roberto Maroni dopo che un cittadino, Antonio Crea, noto blogger col nickname di Tafanus, ha inviato alla Questura di Roma dopo le dichiarazioni del ministro dell'Interno che come abbiamo visto in precedenza in mattinata, ad urne ancora aperte, aveva proclamato, sulla base di non meglio precisate "proiezioni del Viminale", che "il quorum era raggiunto". Affermazione che è stata interpretata dal querelante come integrante il reato di turbativa elettorale.

 

QUERELATO – Tutto scritto a chiare lettere nella querela consegnata alle autorità.

 

Informiamo che questa mattina, ad urne aperte, il Ministro Maroni ha diramato un comunicato, dicendo che "secondo proiezioni di cui dispone il Ministero degli Interni, il quorum potrebbe essere raggiunto anche prescindendo dalla querelle sul voto degli italiani all'estero. Si chiede di verificare se e quali articoli di legge abbia violato il Ministro:

-a) In periodo elettorale, è vietato diffondere qualsiasi dato, o anche solo indicazioni, su sondaggi e proiezioni. E' vietato a TUTTI, e in primo luogo a coloro che sono istituzionalmente delegati a far rispettare le leggi;

-b) ad urne aperte questa dichiarazione spingerà molti a non recarsi al voto, creando l'impressione di un raggiungimento del quorum ormai acquisito, e della conseguente inutilità degli ultimi voti.

 

Questo l'esito di una polemica che già da questa mattina, dopo le parole del ministro, aveva iniziato a mobilitare il web.

 

"La dichiarazione di Maroni è quasi fuori legge"

 

Così aveva notato Vittorio Zambardino, giornalista di Repubblica.

 

LA VICENDA – Il che secondo lui faceva il paio con il blocco dei dati dell'affluenza sul sito del Viminale: una sorta di vera e propria trappola dunque, con lo stop ai dati ufficiali e la proclamazione del raggiungimento del quorum, ideata appositamente per far stare a casa gli ultimi italiani davvero necessari a raggiungere la soglia del 50% + 1 degli aventi diritto. I commentatori su Facebook avevano convenuto con il giornalista di Repubblica, chiamando Maroni anche "farabutto", ricordando però comunque che è normale non diffondere i dati sull'affluenza nella seconda giornata di voto, se non alla chiusura delle urne. Al di là del dato sull'affluenza, comunque, le affermazioni di Maroni sarebbero da considerarsi criminose anche secondo Alessandro Gilioli:

 

"Lo ipotizza giustamente Vittorio Zambardino e me lo chiedo anch'io: ma il ministro degli Interni che a urne aperte e in assenza di dati ufficiali dice che il quorum è stato raggiunto non costituisce reato di turbativa elettorale? Qualche avvocato può per caso rispondere?"

 

Invece di un legale sarà direttamente la Questura a rispondere, investita del caso. Come deciderà?

 

IN GALERA? – C'è da dire che più di un appiglio spinge a considerare il comportamento di Roberto Maroni come penalmente rilevante: ovviamente deciderà il giudice, ma gli elementi, appunto, almeno per il rinvio al giudizio sul merito potrebbero essere facilmente rintracciabili nelle sue parole. Infatti il Testo Unico sulle norme elettorali che disciplina anche le conseguenze penali degli atteggiamenti in periodo di elezioni parla chiaro, con un comma che istituisce un reato speciale appositamente pensato –  e aggravato – per i soggetti investiti di cariche pubbliche.

 

Art. 98 1. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

 

"Il pubblico ufficiale che investito di pubblico potere (…) si adopera per (…) indurre all'astensione" è punito con la detenzione fino a tre anni: bisognerà vedere se il giudice per le indagini preliminari rintraccerà nel comportamento di Maroni, che, giova ricordarlo, ha proclamato il raggiungimento del quorum ad urne aperte, gli estremi per pronunciare una sentenza sul reato di cui sopra. Certo le parole del ministro appaiono, raffrontate con la legge penale, davvero imprudenti, e lo espongono al rischio persino del carcere. Se poi sarà abrogato il legittimo impedimento, il ministro non potrà nemmeno giovarsi dell'ultima legge votata dal governo Berlusconi per scudare le cariche dell'esecutivo.

 

Giornalettismo

su Freedom24 il 13 giugno 2011

1 commento:

"una amica leghista".... ha detto...

GLI AMMINISTRATORI DI S.G. LO LEGGANO BENE ART.98 E CAMBINO L'AGIRE...E NON SI SPERINO SEMPRE NELLA FORTUNA O NEL LORO SANTO PROTETTORE...NELL'INERZIA , SUPERFICIALITA' ED OMERTA' DEI CITTADINI...X' PRIMA O POI QUALCHE CITTADINO SI STUFA E...NON CI LAMENTIAMO PIU' DELLA PARIS...CHE POLITICAMENTE E' SPROVVEDUTA...SE MARONI MI COMBINA STI "guai" CHE E' AL VERTICE CHE CI POSSIAMO ASPETTA' DALLA BASE?...SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO..."povera lega"...