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mercoledì 20 aprile 2011

RIFIUTI "VAGABONDI".............

Provincia - 19/04/2011
Rifiuti "vagabondi", sale la preoccupazione
di Francesca Dighera
Serve una soluzione efficace ed efficiente al compost "vagabondo" e allo smaltimento die rifiuti organici nella provincia di Torino.

Delle 137 mila tonnellate di rifiuto organico differenziato (quello che tradizionalmente viene gettato nel bidone marrone), soltanto 72 mila (ossia poco meno della metà del totale) vengono effettivamente trattate e smaltite in Provincia di Torino: un dato allarmante, quello dei rifiuti "vagabondi", sollevato nel Consiglio provinciale dalla capogruppo Pdl Nadia Loiaconi e dal vicecapogruppo Franco Papotti.

I due consiglieri hanno presentato un'interpellanza che evidenzia chiaramento come la quantità in esubero rispetto alla capacità di smaltimento dimostrata dagli impianti esistenti in loco viene conferita addirittura fuori dalla Regione Piemonte a dei costi esorbinanti: 100 euro a tonnellata, come riferito dall'assessore provinciale all'ambiente Roberto Ronco nella seduta dello scorso dicembre. Una costosa abitudine, quella di portare i rifiuti fuori dai confini piemontesi, che contravviene alla legge Regionale 24/2002 che sancisce lo smaltimento e trattamento degli stessi negli ambiti territoriali di competenza.

«Lo stato attuale della tecnologia – ha spiegato Nadia Loiaconi - permetterebbe di smaltire anche tale quantità di rifiuto organico differenziato in Provincia di Torino con l'investimento di costi iniziali relativamente contenuti e con costi di spesa per ogni tonnellata inferiori a quelli oggi necessari per il conferimento e lo smaltimento dei nostri rifiuti fuori Provincia e fuori Regione».

A detta del Pdl, i tre impianti della Provincia di Torino presenterebbe pesanti criticità: quello di Acea (a Pinerolo) produce un eccessivo scarto; a Borgaro la ristrutturazione dell'impianto, a causa dei cattivi odori emanati, costerà ai cittadini altri 5 milioni di euro; Punto Ambiente, impianto di compostaggio di Druento, è costato 25 milioni di euro e necessità di ulteriori interventi per una cifra che sfiora i 3 milioni di euro.

Franco Papotti è categorico: "«Con grande fatica produciamo compost di pessima qualità. È sbagliata la tecnologia del compostaggio, ma anche la programmazione. Le 25 mila tonnellate di rifiuto organico devono essere smaltite sul territorio regionale; proprio gli impianti di zona hanno infatti una disponibilità al trattamento residua di 125 mila tonellate rispetto a quanto trattato».

Impianti che quindi non sarebbero stati sfruttati appieno: «Chiudere oggi le strutture di Borgaro e Druento ha aggiunto Loiaconi - graverebbe sulle tasche dei cittadini per svariati milioni di euro. È invece necessario, con un atto di responsabilità della Provincia, aprire a soggetti privati per l'ammodernamento dell'esistente senza ulteriori costi pubblici. E, parallelamente, l'impegno per la realizzazione di un nuovo impianto, tecnologicamente avanzato, che produca energia. Basta al compost di infima qualità. Non possiamo più tergiversare, serve una soluzione efficace ed efficiente».

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