Cerca nel blog

Scrivi su segreteria.tapparoudc.tapparoudc@blogger.com

  • COMMENTI POLITICI
  • DI TUTTO UN PO'
  • MALELINGUE POLEMICHE
  • MIRACOLI
  • MISCELLANEA
  • PENSIERI ED OPINIONI
  • PER PUBBLICARE I VOSTRI CONTRIBUTI (potete allegare foto + testo inviando una mail) segreteria.tapparoudc.tapparoudc@blogger.com
  • POESIE IDEE
  • PROBLEMATICHE SOCIALI
  • RICEVO E PUBBLICO

venerdì 22 novembre 2013

La moneta elettronica non mette a rischio il bonus

La moneta elettronica non mette a rischio il bonus di Oliviero Franceschi




ADVERTISEMChi acquista mobili con bancomat o carta non perde l'incentivoDopo tanta attesa è uscita la Circolare dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe portare chiarezza sul bonus per l’acquisto di mobili e elettrodomestici. E per chi intende fare acquisti è sempre importante conoscere in anticipo come stanno le cose..
Bonus
Il D.L. 63/2013 dello scorso 4 giugno ha introdotto molte novità positive per i contribuenti, come la proroga della detrazione del 50% (invece che del 36%) per i  lavori di recupero del patrimonio edilizio, la proroga della detrazione per i lavori di risparmio energetico, l’innalzamento della detrazione per i lavori di risparmio energetico dal 55% al 65% e l’introduzione di un’ulteriore detrazione del 50% per le spese sostenute per l’acquisto  di mobili e grandi elettrodomestici sostenute su immobili oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Quest’ultima detrazione, che è quella che noi interessa in questa sede, si applica alle spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 ed è pari al 50% della spesa effettuata, nel limite di un importo massimo di 10.000 euro, da suddividere in dieci rate annuali. A ben vedere perciò il bonus è di tutto rispetto: lo sconto annuo dall'Irpef lorda per ogni contribuente, infatti, potrebbe arrivare a 500 euro, cioè il 50% della rata annuale di 1000 euro (10000 euro di spesa diviso 10). A condizione però di rispettare tutte le regole…
Pagamenti anche col bancomat
Con la Circolare n. 29 del 18 settembre 2013, l’Agenzia delle entrate è finalmente tornata sull’argomento per portare luce su una materia densa di dubbi. La Circolare arriva dopo circa tre mesi dal Decreto e considerando che il bonus finirà alla fine dell’anno, il ritardo è stato salutato al grido del meglio tardi che mai da parte dei contribuenti e professionisti. La prima piacevole sorpresa della Circolare è stata che il pagamento della spesa può essere effettuato non solo con bonifico ma anche con bancomat o con carta di credito. Si tratta di una mini rivoluzione in materia, considerato che in tema di detrazione per lavori di recupero del patrimonio edilizio (cioè la vecchia detrazione del 36% oggi temporaneamente elevata al 50%) o di riqualificazione energetica (anche questa temporaneamente maggiorata al 65% invece del 55%) una delle condizioni assolutamente irrinunciabili per usufruire del bonus da sempre è proprio costituita dal fatto che i pagamenti avvengano esclusivamente con bonifico bancario o postale, eliminando qualsiasi altra forma compresa la moneta tracciabile, come gli assegni o appunto la moneta elettronica.
Niente ritenuta
Naturalmente acquirenti e venditori salutano con gioia la novità. In effetti trattandosi di mobili ed elettrodomestici e in sostanza di spese talvolta di modesta entità, pagare con bonifico rappresentava un’indubbia complessità che avrebbe potuto compromettere seriamente in molti casi l’utilizzo stesso del bonus. Corollario di questa opzione è la mancanza della ritenuta d’acconto che la banca effettua sui bonifici e versa allo Stato. Un altro vantaggio per il venditore che, se si paga con carta o bancomat, non deve perciò anticipare soldi all’Erario.
Quali beni
Per conoscere quali sono i beni agevolati, consultiamo la Circolare n. 29/2013. A titolo di esempio, nel concetto di “mobili” su cui applicare la detrazione sono riportati: letti, materassi, armadi, librerie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze. Sono comprese nel bonus anche le spese di trasporto e di montaggio, necessarie e spesso indispensabili per concretizzare l’acquisto. È agevolato solo l'acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi, senza spazio perciò all’usato o ai beni d'antiquariato. La detrazione inoltre si applica anche agli apparecchi di illuminazione che costituiscono un “complemento” all'arredo dell'immobile, mentre sono esclusi gli acquisti di tende, tendaggi e altri tipi di complementi d'arredo e quello di porte e pavimentazioni, compreso il parquet. Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la disposizione limita il beneficio alle tipologie di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se è obbligatoria l’etichetta energetica. Per individuare i “grandi elettrodomestici” occorre fare riferimento all’allegato 1B del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151. Sempre a titolo di esempio rientrano nel bonus frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchi per il condizionamento.
Condizioni
L’acquisto di mobili ed elettrodomestici è agevolato solo se rientra nell’ambito di un intervento di recupero del patrimonio edilizio. Secondo la Circolare n. 29/2013, infatti, si ritiene che il legislatore abbia considerato il sostenimento di spese per gli interventi edilizi come presupposto indispensabile cui collegare la possibilità di avvalersi della detrazione. I lavori edili devono essere in corso di esecuzione oppure terminati da un lasso di tempo ridotto, tale cioè da far presumere che l’acquisto sia diretto all’arredo dell’immobile su cui i lavori sono stati effettuati. Gli acquisti possono riguardare una stanza diversa di quella ristrutturata, purché appartenente allo stesso immobile oggetto di lavori. Le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere sostenute anche prima di quelle per i lavori edili, a condizione che i lavori di ristrutturazione siano stati già avviati. Per provare la data di avvio dei lavori si potranno esibire le eventuali abilitazioni amministrative o le comunicazioni richieste dalla legge (come la Comunicazione alla Asl) oppure si potrà rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Infine, secondo la Circolare i lavori che usufruiscono del bonus arredi sono quelli di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, i lavori necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (se è stato dichiarato lo stato d’emergenza) e i lavori di restauro e risanamento conservativo su un intero fabbricato eseguiti dall’impresa che successivamente vende o assegna l’immobile. Nel caso di lavori condominiali il bonus arredi è limitato ad acquisti comuni, come ad esempio l’arredo della guardiola o della sala riunioni assembleari.
Hanno collaborato Daniele Cuppone e Alberto Martinelli

 

Nessun commento: